- Feb 13, 2026
Il 14 febbraio non è solo San Valentino: è anche il giorno del (non) inventore dell’alfabeto cirillico
- Mikhail Amosov
Il 14 febbraio non si festeggia solo l’amore. Si celebra anche San Cirillo, l’uomo da cui prende il nome l’alfabeto cirillico.
Però non lo ha inventato lui.
Ora vi spiego.
Una rivoluzione nel Medioevo
La storia dell'alfabeto in cui Dostoevskij, Tolstoj e Bulgakov scrissero le loro opere iniziò nel Mediterraneo.
Salonicco (odierna Grecia), nell'Impero romano d'Oriente.
Da lì, nel lontano 863, due fratelli intellettuali, Cirillo e Metodio, partirono in missione per evangelizzare gli Slavi della Grande Moravia. La loro idea era rivoluzionaria: tradurre i testi sacri in una lingua comprensibile al popolo.
Oggi ci sembra normale. All’epoca fu uno scandalo.
Per secoli, infatti, solo tre lingue erano considerate degne di trasmettere la parola di Dio: latino, greco, ebraico. Pensate che la Chiesa cattolica introdusse ufficialmente la liturgia nelle lingue volgari solo nel XX secolo.
Cirillo e Metodio volevano che gli Slavi pregassero nella propria lingua, però c'era un altro problema: gli Slavi non avevano una scrittura.
Perché non usare l’alfabeto latino o greco?
Si poteva. E infatti accadde, ma solo in parte.
Gli Slavi convertiti dalla Chiesa di Roma (per esempio i Polacchi) adottarono l’alfabeto latino insieme al cattolicesimo.
Invece, tra gli Slavi ortodossi, evangelizzati da Bisanzio, si sviluppò una tradizione diversa, con un sistema di scrittura più adatto ai suoni slavi.
Chi studia il russo, conosce benissimo il "problema": la nostra lingua, come tutte le lingue slave, abbonda di suoni particolari — come Ж, Ш, Ч, Щ — che oggi esistono anche in italiano o francese ma nel IX secolo in latino e greco questi suoni non erano presenti; invece gli Slavi li usavano già.
Oggi abbiamo delle lettere apposite per questi suoni nell'alfabeto cirillico. Vediamo invece che cosa succede quando si cerca di scrivere questi suoni, a cui ci teniamo tanto e senza di cui gli Slavi non sono Slavi 😀, con i caratteri latini.
Prendiamo la parola “spazzola”.
In russo:
ЩЁТКА
In polacco:
SZCZOTKA... sembra una password Wi-Fi 😀
Per rendere lo stesso suono* che in cirillico è espresso da una sola lettera (Щ), in polacco servono ben quattro lettere: SZCZ.
È vero, il polacco è un caso estremo. Altre lingue slave che usano l’alfabeto latino adottano soluzioni più compatte:
Щ = ŠČ
Ч = Č
Ж = Ž
Ш = Š
Comunque, serviva un sistema di scrittura più adatto ai suoni slavi.
Cirillo inventò davvero il cirillico?
Non proprio.
Il primo alfabeto slavo creato da Cirillo non era il cirillico, ma l’alfabeto glagolitico.
Il nome deriva dal verbo slavo glagolati (“parlare”); in russo moderno глагол significa “verbo”; in passato significava "parola", "discorso" (come il latino verbum).
Ecco un esempio di testo scritto in glagolitico
(con alcune annotazioni in cirillico):
Immagino già il vostro sospiro di sollievo: “Per fortuna poi hanno inventato almeno il cirillico…” 😅
Il glagolitico, infatti, era un sistema molto originale, con segni molto complessi e stilizzati, diversi sia dalle lettere greche sia da quelle latine.
Dopo la morte di Cirillo e Metodio, i loro discepoli continuarono la missione nel Primo Impero bulgaro.
Lì, tra la fine del IX e l’inizio del X secolo, svilupparono un nuovo alfabeto più semplice: il cirillico.
Questo sistema:
riprendeva molte lettere greche (В, Х, Р, П, Л, Д, К, Т, М ecc.);
aggiungeva segni per i suoni slavi (Ж, Ш, Ч, Щ, Ц);
Era più pratico del glagolitico, si diffuse rapidamente e finì per sostituirlo quasi ovunque.
Il nome “cirillico” fu dato in onore di Cirillo, anche se lui non lo inventò. Oggi il cirillico (nelle sue diverse varianti) è usato da diverse lingue slave, tra cui russo, ucraino, bielorusso, serbo, bulgaro e macedone.
Un pellegrinaggio nel cuore di Roma
San Cirillo morì a Roma il 14 febbraio 869 ed è sepolto nella Basilica di San Clemente, non lontano dal Colosseo. Poco prima di morire, Cirillo prese i voti monastici. Al secolo portava il nome di Costantino.
Potete fare un piccolo pellegrinaggio a Roma, per avvicinarvi alle radici della tradizione culturale slava e rendere omaggio all’uomo da cui tutto ebbe inizio.
NOTE
*Storicamente la lettera russa Щ si pronunciava /шч/, un suono che corrisponde al gruppo polacco SZCZ. Nel russo standard moderno questa sequenza si è fusa in un unico suono (simile alla sc di “sciare”), mentre il polacco ha mantenuto il gruppo consonantico SZCZ (sc di “sciare” + c di “ciao”).
Ma inventare un alfabeto non bastava
C’era un problema ancora più grande: gli Slavi non avevano una lingua dotta. Non esistevano parole per esprimere concetti come “angelo”, “spirito”, “grazia”, "salvezza".
Nel prossimo articolo scopriremo come nacque il paleoslavo e perché la sua eredità è ancora visibile nel russo di oggi.
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1 comment
La lingua è l'anima dei popoli. Se se ne conosce la storia, se ne apprezza il senso profondo, e smette di essere solo un'interfaccia per comunicare, ma diventa strumento di convivenza e di pace. Nelle scuole, però, troppo spesso questo aspetto viene trascurato e le lingue si studiano solo in funzione utilitaristica. Un grande plauso a Mikhail che dedica tutto il suo tempo allo studio e alla ricerca linguistica. È un valido studioso e un eccezionale insegnante. Grazie prof!
Lucia Pallotta
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